Non è obbligatorio, ma è più che mai opportuno dire sempre la verità al proprio difensore.
La sincerità con il proprio avvocato, infatti:
- consolida e radica profondamente il rapporto fiduciario tra cliente e difensore;
- permette al professionista di adempiere con maggior serenità il proprio mandato;
- comporta un maggior vantaggio processuale, evitando all'avvocato brutte sorprese in sede di istruttoria dibattimentale;
- consente di scegliere con maggior precisione il tipo di rito maggiormente idoneo al procedimento;
- permette al legale di orientare con maggior efficacia le investigazioni difensive, con migliori risultati processuali;
Diversi clienti, purtroppo, mentono al proprio avvocato con la convinzione (del tutto errata) che l'avvocato lavorerà meglio se sarà convinto dell'innocenza del proprio assistito.
In realtà è proprio l'opposto. Mentire o tacere all'avvocato su circostanze del processo, fosse anche la propria colpevolezza, comporta una serie di svantaggi:
- genera sfiducia nei confronti dell'assistito, poiché un avvocato di media bravura coglie immediatamente che "qualcosa non va";
- comporta rischi notevoli durante il processo, a causa di circostanze che potrebbero emergere con evidenza e di cui l'avvocato è all'oscuro;
- spinge ad affrontare dibattimenti pericolosi e processi che si sarebbero ragionevolmente potuti evitare;
- trasforma le indagini difensive in un'attività dispendiosa ed inutile.