Stalking: cos'è?
Lo stalking è il comportamento di chi "con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumita' propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita" (art. 612-bis c.p). E' un comportamento “antico” che esiste da molti anni e molto diffuso, anche se è stato regolato specificamente da un norma penale solo con la legge 23 aprile 2009, n. 38. Prima di questa legge alcune condotte (non tutte), che oggi rientrerebbero sicuramente nella definizione di stalking, venivano punite da altre norme penali (minaccia, violenza privata, maltrattamenti in famiglia, molestie).
Il termine stalking deriva dall'inglese “to stalk” che significa “cacciare facendo la posta, braccare”.
Lo stalker, dunque, “caccia” o “bracca” o "si apposta per" la propria vittima.

Chi è lo stalker?
Una premessa: si utilizzerà per comodità il termine stalker (e gli aggettivi correlati) al maschile, ma casistica e diritto non fanno differenze; anche le donne possono essere stalker.
Sebbene parte della dottrina ritenga che lo stalker sia una persona affetta da problemi di natura psicologica, a parere di altra dottrina (e di chi scrive) lo stalker non è necessariamente affetto da patologie psicologiche.
Lo stalker per antonomasia è, di solito, l'ex-fidanzato/a o l'ex-marito/moglie della vittima. Si tratta del cosiddetto “stalker emotivo”, che cerca di controllare, di non perdere, di avvincere a sé la persona con cui vi è stata una relazione sentimentale.

Accanto a questa figura la casistica rinviene altri tipi di stalker:
- lo stalker “risentito”, che molestando cerca di vendicarsi di chi l'ha ferito;
- lo stalker “bisognoso d'affetto”, che molestando cerca di ottenere  maggiori attenzioni emotive;
- lo stalker “corteggiatore incompetente”, che cerca maldestramente di manifestare i propri sentimenti;
- lo stalker “corteggiatore respinto”, che reagisce ad un rifiuto;
- lo stalker “predatore”, che bracca la propria vittima per mire di natura sessuale;
- lo stalker “disturbato mentalmente”, che molesta in risposta ad uno stimolo psicologico di carattere patologico;
- lo stalker “assillante”, che pone in essere comportamenti che in sé non costituiscono reati, ma che vengono somministrati alla vittima con tale frequenza da costituire molestia;
- lo stalker “occupazionale”, che pone in essere le proprie condotto contro un collega di lavoro o in un contesto lavorativo o che trae da questo origine;
- lo stalker “di condominio”, che molesta ripetutamente un proprio condomino (o un amministratore condominiale o il proprio conduttore o locatore);
- lo stalker “informatico”, che molesta ripetutamente la propria vittima con mezzi informatici, in particolare attraverso l'email e attraverso social network come facebook;
- lo stalker di celebrità, caratterizzato dalla notorietà della propria vittima;
- lo stalker “di gruppo” in cui la condotta viene posta in essere da un gruppo di persone nei confronti di un singolo o di un gruppo o una minoranza.

Il tratto comune, il comune denominatore tra queste figure è sempre quello della relazione personale con la vittima, relazione che può essere o meno nota alla persona offesa e che può essere biunivoca (es.: storia d'amore terminata) o univoca (es.: stalker di celebrità).
Nel prossimo articolo approfondiremo la descrizione della condotta di stalking prevista dal codice penale, in cosa consiste tale condotta e quando viene punita.